Grave lutto nell’infanzia della madre: fattore di rischio per un disturbo del comportamento alimentare della figlia

Nel nostro lavoro clinico con le famiglie presso il Centro Mara Selvini, è stato possibile rilevare l’importanza dell’utilizzo delle risorse delle famiglie di origine all’interno di processi terapeutici familiari al fine di trattare vari disturbi del comportamento alimentare nella terza generazione.
In particolare, ci hanno colpito due casi in cui nella storia familiare delle madri vi era un lutto antico e irrisolto che ha condizionato sensibilmente il percorso evolutivo di quella che sarebbe stata l’attuale nutrice.
I comportamenti sintomatici delle due nostre giovani pazienti sono diametralmente opposti a fronte di una similare esperienza di lutto traumatico nella storia delle loro madri.
Nel nostro lavoro clinico, abbiamo dato molta attenzione alla peculiare reazione della bambina (attuale madre delle nostre pazienti) alla specifica disorganizzazione della mamma poichè questa specifica reazione ha strutturato, nella relazione con la nostra attuale paziente, modalità di funzionamento e stili di attaccamento tra loro diversi ma entrambi disfunzionali. Da un lato abbiamo una nonna dilaniata dal senso di colpa, una madre autarchica e ossessiva e una figlia con una quadro anoressico – restrittivo; dall’altro si riscontra una nonna iperaccudente e svalutante, una mamma fortemente dipendente e una figlia con un importante quadro di obesità.
Di conseguenza, la strategia terapeutica di coinvolgere membri della famiglia di origine della madre per affrontare i significativi lutti irrisolti, ha permesso di attivare funzionali risorse materne per accogliere e curare la specifica sofferenza della figlia di sentirsi, per ragioni diverse nei due casi, inadeguata.

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